1. Introduzione

Cosa sono i Penny Dreadful?

1. Introduzione

L’obiettivo che si propone questa tesi è quello di dimostrare come la letteratura popolare vittoriana, altrimenti detta “di strada”, nelle forme dei Penny Blood e dei Penny Dreadfuls, rappresenti una fonte artistica ed un modello di riferimento anche per l’intrattenimento popolare a noi contemporaneo.

Fonte artistica in quanto serbatoio quasi inesauribile per temi e personaggi di sicuro effetto sul pubblico di ogni epoca, nonché di soluzioni narrative sempre valide da applicare in condizioni di serialità.

Modello di riferimento in quanto gli editori di Penny Dreadfuls sperimentarono numerose tecniche di mercato, atte a soddisfare il bisogno di intrattenimento del pubblico di massa, che si era andato a sviluppare proprio nelle maggiori città inglesi durante i primi anni dell’Ottocento, ricavandoci il massimo profitto possibile.

Il primo capitolo introduce l’argomento con un’analisi della nascita e dello sviluppo di tale fenomeno editoriale, delle sue caratteristiche più evidenti e dei personaggi che ebbero maggior rilievo nella sua storia: si descrivono le condizioni delle prime città industriali in Inghilterra, i progressi sul fronte dell’istruzione, che crearono un nuovo gruppo di lettori, e le offerte elaborate dagli editori, del tempo per venire incontro alle loro esigenze. Dapprima, nel primo trentennio del diciannovesimo secolo, vennero dati alle stampe i Bluebooks, versioni ridotte o plagiate di famosi romanzi Gotici del periodo; poi seguirono, dal 1830 al 1860, i Penny Bloods, storie dal contenuto sensazionalista che venivano pubblicate in capitoli settimanali di otto pagine; ed infine, dal 1860 ai primi anni del 1900, arrivarono i Penny Dreadfuls, concettualmente simili ai loro predecessori, ma indirizzati ad un pubblico composto da ragazzi e adolescenti. Figure chiave in questo sviluppo furono quelle di editori come Edward Lloyd e George M. W. Reynolds, in quanto erano coloro che stabilivano la durata, la tipologia e lo stile delle storie, mentre gli scrittori erano spesso anonimi ed intercambiabili.

Il secondo capitolo analizza le caratteristiche principali dei testi veri e propri: stile letterario, tipologie di personaggi e di storie, nonché le tecniche che venivano utilizzate per allungare il più possibile il racconto e sfruttare l’entusiasmo del pubblico, ottenendo lauti guadagni. I Penny Bloods e i Penny Dreadfuls erano letteratura commerciale e, per questo, venivano scritti su misura per il pubblico a cui si rivolgevano. Questo comportava tutta una serie di differenze rispetto alla letteratura con ambizioni artistiche, che li rendono immediatamente riconoscibili, come l’enfatizzazione degli elementi d’azione rispetto agli approfondimenti psicologici, lo stile di scrittura semplice volto ad un pubblico dalle scarse capacità di lettura e la creazione di trame flessibili, sempre aperte all’espansione nel caso il successo di pubblico lo richiedesse.

Il terzo capitolo si sofferma sull’aspetto grafico di queste pubblicazioni: ogni uscita settimanale era corredata da un’illustrazione, raffigurante un’azione sensazionale, che mirava a suscitare il massimo interesse sul possibile acquirente. Ogni immagine era infatti una promessa volta a rassicurare il lettore sul fatto che all’interno di quelle otto pagine avrebbe trovato azione, orrore ed erotismo in dosi sufficienti da giustificare appunto la spesa di un penny richiesta per l’acquisto.

Infine il quarto capitolo traccia il percorso che ha portato dai Penny Dreadfuls alle forme di intrattenimento contemporanee: dopo essere stati importati in America, dove si sono evoluti nelle cosidette Pulp Magazines da cui sono poi rifluiti nei fumetti, nel cinema e nella televisione attraverso un fitta rete di influenze più o meno dirette. Alcuni personaggi dei Penny Dreadfuls sono inoltre sopravvissuti fino ad oggi, con forme e modalità differenti, e sono la prova più evidente dell’attualità di questa letteratura lungamente ignorata. . La continuità tra queste forme d’arte popolari dell’ottocento vittoriano e le nuove medianità del tardo secolo ventesimo e inizio del ventunesimo, mostra come il tempo e i cambiamenti sociali e culturali non abbiano in nessun modo scalfito la popolarità di questi oggetti culturali prodotti per le masse.

Il reperimento dei materiali bibliografici per la stesura della tesi è stato un lavoro arduo, in quanto i testi sull’argomento sono alquanto rari e gli stessi romanzi sono di difficile reperibilità. La gran parte dei testi sono stati letti in lingua inglese, non essendo reperibili in traduzione italiana. Sono stati utilizzati testi integrali e saggi, e molto utile è stato anche l’apporto di internet, dove sono stati consultati svariati siti di rilevanza accademica e scientifica, dedicati allo studio e alla preservazione di questi testi fondamentali della cultura popolare ottocentesca.

Menù

  • L’Inghilterra dei Penny Dreadfuls
  • Analisi dei Penny Dreadfuls e delle loro storie
  • Uno sguardo alle “luride illustrazioni”
  • Dall’Ottocento ai giorni nostri
  • Conclusioni e Bibliografia
  • Scritto con amore e in velocità da Tommaso Urban :)