2. L’Inghilterra dei Penny Dreadfuls

Cosa sono i Penny Dreadful?

2. L’Inghilterra dei Penny Dreadfuls

All’inizio del diciannovesimo secolo, l’Inghilterra stava vivendo un periodo di cambiamento sociale. Londra era diventata terribilmente sovrappopolata a causa delle molte persone che abbandonavano la vita di campagna per andare a riempire le luride vie della metropoli. Cercando vite migliori, gli abitanti del country rifluivano nelle città inglesi ma, sfortunatamente, in troppi ebbero la stessa idea e le città ebbero una rapida espansione ma in condizioni di incredibile degrado. E’ infatti stimato che la popolazione di città come Liverpool, Manchester, Leeds e Birmingham crebbero del 50% nel decennio tra il 1821 e il 1831 e che, a metà del 1860, Liverpool conteneva una media di 66.000 persone per miglio quadrato (1).

Le condizioni di vita erano terribili. Una singola stanza poteva ospitare una numerosa famiglia e pile di stracci facevano da letti comuni. Si conta che nella singola Manchester vivessero sottoterra tra le 40.000 e le 50.000 persone, a stretto contatto con i liquami provenienti dalle fogne, diventando terreno fertile per le malattie (2). Metà della popolazione di Londra riceveva la propria acqua “potabile” dal Tamigi, in cui più di duecento fogne si svuotavano quotidianamente (3). Carcasse marcescenti, rifiuti industriali e feci umane ed animali fermentavano nell’aria, tanto che questa diventò cosi pesante, anche a causa degli scarichi industriali, che la pioggia diventò nera. Mentre Londra viveva di questa crescita enorme, molte innovazioni stavano cambiando la vita quotidiana.

Le percentuali di analfabetismo andavano diminuendo e la stampa stava diventando accessibile ai più. La carta diventò meno costosa, grazie all’importazione della pianta di Sparto e alla recente invenzione della macchina per la fabbricazione della carta di Fourdrinier nel 1820. Un altro cambiamento, che fece risparmiare soldi ai londinesi, fu una riduzione significativa della tassa sulla stampa per i quotidiani (4). La velocità di pubblicazione stava inoltre aumentando, gli editori iniziarono ad impiegare nuove forme di composizioni tipografiche che diminuirono il lasso di tempo tra la penna e la stampa, mentre la stampante a rulli aumentò la velocità di stampa da 300 a 1100 copie all’ora. Successivamente, nel 1846, venne sviluppata la prima versione della stampa a rotazione e il numero di “impressioni” possibili arrivò a 24.000 all’ora. Questi avanzamenti cambiarono per sempre il panorama dei giornali, dei periodici e della letteratura.

Uno dei cambiamenti sociali più importanti fu la crescita dell’istruzione tra le classi meno agiate e i lavoratori. Anche se il “Forster Elementary Education Act” non venne approvato sino al 1870 , l’inizio del secolo vide una vera e propria rivoluzione della lettura. Numerosi membri dellaworking-class impararono a leggere e i loro gusti spaziavano dai testi religiosi a quelli laici. Corsi di lettura iniziarono ad apparire nelle chiese, nelle Dame Schools e nei Mechanics Institutes e, si pensa, che già nel 1830 tre quarti delle classi medie e basse sapessero leggere. Durante la prima parte del secolo, i più giovani sapevano scrivere il proprio nome e avevano una seppur minima capacità di lettura e nel 1860 almeno due terzi dei figli dei lavoratori ricevevano una forma di alfabetizzazione non ufficiale (5).

Mentre la scolarizzazione saliva, salivano anche i salari con percentuali tra l’80 e il 100%, mentre il numero delle ore lavorative diminuiva. Maggior tempo libero, più soldi e una gran varietà di materiale stampato resero la scolarizzazione un’esigenza che sembra sia stata spinta maggiormente dalla domanda pubblica che dall’istruzione obbligatoria (6).

Improvvisamente un grande e nuovo mercato era apparso. Anche se questi nuovi lettori non erano né altamente educati, né facoltosi il loro gusto, altamente sfruttabile, per una letteratura d’escapismo facilmente leggibile, diede vita a quel fenomeno di cultura popolare vittoriana che sono i Penny Blood e il Penny Dreadful, di cui si parlerà diffusamente a pagina 6, dopo aver delineato i fenomeni letterari che portarono ad essi.

All’inizio del diciannovesimo secolo, il romanzo Gotico era una forma d’intrattenimento diffusa. Il Castello d’Otranto di Horace Walpole, Il Monacodi Matthew Lewis e I Misteri di Udolpho di Ann Radcliffe erano i best-sellers dell’epoca e la Minerva Press, una casa specializzata nella pubblicazione di romanzi gotici, rimase in cima alle classifiche nel 1796 con Bungay Castle di Elizabeth Bonhote. Questi romanzi erano pieni di castelli in rovina, monasteri malvagi e cadaveri in putrefazione. Le loro lunghe storie di eredità rubate, monaci sessualmente depravati e suore malvage, eroine intrappolate e passaggi segreti, tenevano i lettori, quei pochi che potevano permettersi quei libri, col fiato sospeso per settimane (7). Il nuovo pubblico di lettori scoprì infatti la grande evasione che questa eccitante letteratura era in grado offrire ma, il tenore di vita di molti lavoratori non era tale da consentire l’acquisto di questi volumi multipli rilegati in pelle. Ciononostante il loro interesse per queste storie eccitanti non venne meno.

Per la classe media e i lavoratori, le biblioteche circolanti resero la letture più accessibile. Ci si poteva iscrivere ad esse per un anno intero, sei mesi, tre o anche solo mese e il prezzo dell’iscrizione variava di conseguenza. Per esempio, nel 1809, la Libreria Minerva di Londra (che contava un catalogo di 17.000 volumi) chiedeva 4 sterline all’anno, un prezzo ancora troppo alto per molti membri della working class. Gli iscritti potevano prelevare dodicitriple-decker (8) di libri nella sede di Londra e ventiquattro nella Ebers New Circulating Library, situata fuori Londra (9). Per chi non poteva permettersi l’iscrizione le biblioteche offrivano prezzi notturni in base al volume prelevato. Comunque, prelevare e leggere i tre volumi di un romanzo comeThe Mysteries of Udolpho in una sola notte è, realisticamente, molto difficile. Cosi una nuova industria venne sviluppandosi, quella dei Bluebook.

I Bluebook erano riduzioni economiche dei romanzi Gotici popolari all’epoca, e rappresentano gli antecedenti dei Penny Dreadfuls. Erano pubblicazioni che andavano dalle 36 (per la cifra di sei pence) alle 72 (al prezzo di uno scellino) (10) pagine ed erano rilegati in copertine blu con cuciture a mano. Gli autori dei Bluebooks rubavano storie e plagiavano sottotrame dai romanzi Gotici, soddisfando cosi i desideri della classe operaia per le storie del terrore. Grazie alla loro brevità, era facile leggerli in una sola notte e quindi erano anche molto più convenienti da prendere in prestito rispetto alla loro versioni originali. In seguito, l’introduzione di carta e tecniche di stampa più economiche, rese possibile la nascita e diffusione dei Penny Blood, la cui comparsa ridusse l’interesse per il prestito bibliotecario dei Bluebooks. I Penny Blood erano infatti meno costosi dei prestiti bibliotecari ed erano disponibili direttamente in strada, quindi divennero immediatamente la letteratura preferita dei lettori della classe lavoratrice. Avevano due aspetti che alle biblioteche circolanti di Bluebooksmancavano: il fascino del possesso istantaneo e la serializzazione, in quanto la maggior parte dei Penny Blood erano pubblicati in un susseguirsi di capitoli di storie terrificanti e avventure sanguinolente.

Nel 1836, un autore sconosciuto al grande pubblico ma ben noto nel campo giornalistico, dove da anni pubblicava The Sketches of Boz, letteratura giornalistica basata sul bozzetto e sulla vignetta, chiamato Charles Dickens scoprì una miniera d’oro con la pubblicazione seriale del suo primo romanzoIl Circolo Pickwick. Pubblicato a capitoli mensili, Il Circolo Pickwick poteva contare su una stampa di qualità e illustrazioni a colori, eseguite da alcuni dei maggiori illustratori Vittoriani come Phiz, Gorge Cruikshank o Robert Seymour. Il prezzo di uno scellino a numero era però troppo elevato per la classe operaia e, quindi, editori senza scrupoli e scrittori secondari furono rapidi ad agire sull’onda del successo di Dickens.

Thomas Peckett Prest, che sarebbe presto diventato uno dei più prolifici autori di Penny Dreadful, produsse un plagio pubblicato da Edward Lloyd, intitolato The Penny Pickwick sotto lo pseudonimo di Bos che venne venduto settimanalmente negli angoli delle strade di Londra e presto arrivò ad oltre 50.000 copie. Dopo questo successo, le imitazioni dei classici di Dickens iniziarono ad apparire sotto titoli appena mascherati ed erano consumati dai nuovi lettori della working-class. Imitazioni da quattro soldi come Oliver Twiss, Posthumous Papers of the Cadger’s Club e Nickelas Nicklebery invasero presto le strade (11). Stampate su carta di scarsa qualità, in uno stile decisamente semplice vantavano illustrazioni scadenti e caratteri quasi illeggibili ma, sponsorizzati dagli strilloni, vendevano come il pane. Una nuova industria era sorta: la penny fiction.

Era la prima vera letteratura proletaria in Inghilterra, un prodotto della Londra in crescita e delle nuove metropoli industriali, dove enormi masse di alfabetizzati avevano voglia di leggere letteratura sensazionalista. Domestiche o garzoni potevano non avere abbastanza soldi da comprare un libro o un periodico serio, ma potevano spendere un penny o due a settimana per l’ultimo numero di un thriller, che li avrebbe probabilmente tenuti occupati sino all’uscita del numero successivo.

Immediatamente vennero pubblicate versioni plagiate dei romanzi Gotici, che rispondevano al desiderio della classe operaia di una letteratura di intrattenimento scritta per un audience con una minima abilità di lettura, ma desiderosa di emozioni forti. I maggiori titoli Gotici come Il Monaco, Il Castello d’Otranto e I Misteri di Udolpho apparvero nel formato dei Penny Dreadful e il gusto per le storie del terrore conobbe un nuovo rinascimento. Le biblioteche circolanti non potevano competere con questa nuova alternativa offerta a basso costo: era accessibile all’istante, perché venduta quasi ad ogni angolo delle strade delle maggiori città e non bisognava attendere che qualcuno restituisse il volume desiderato.

Nella storia della letteratura popolare per la classe operaia, il termine “Penny Dreadful” ha rappresentato l’etichetta per indicare tutta la letteratura sensazionalista seriale a basso costo, che veniva venduta nelle strade dell’Inghilterra Vittoriana per la cifra di un penny. Questa forma di intrattenimento popolare iniziò con la pubblicazione di alcune importanti riviste all’inizio del diciannovesimo secolo: The Tell-Tale nel 1823, The Terrific Register nel 1825, che durò ben 104 numeri, e The Calendar of Horrors che venne pubblicata nel 1836 e durò 76 numeri. A causa dell’eccessiva quantità di sangue, violenza e incisioni “demoniache” che adornavano ciascuna storia, queste vennero denominate Penny Bloods. Queste storie plagiavano e “piratavano” ogni narrazione che avesse sangue e violenza a sufficienza per giustificare il costo di un penny. Inoltre offrivano un’incisione a sfondo orrorifico o sconcio per attrarre anche con la vista il pubblico pagante. Stando a Peter Haining, “ stabilirono molti degli standard dei successivi Penny Dreadful: “piratavano” o plagiavano tutto ciò che era a loro adatto” (12).

I Penny Bloods erano dei semplici romanzi Gotici (o versioni piratate delle sottotrame dei romanzi più conosciuti) condensati in otto pagine, dalla terribile sintassi, che capitalizzavano sull’orrore e l’azione. Ben poca attenzione veniva riservata ai personaggi o allo sviluppo psicologico. Storie melodrammatiche di orrore violento, i Penny Bloods offrivano cannibalismo e incesto, resurrezioni, vergini folli, vampiri e licantropi. Storie popolari di queste prime pubblicazioni includono Sawney Bean: The Monster of Scotland(13), una storia di tre generazioni di cannibali vissuti in Scozia, e The Dead Alive; Or, The Mendicant Robber of Orleans (14), una storia di gran sofferenza durante una tortura finita male. Persino Dickens leggeva da bambino ogni settimana The Terrific Register e dichiarò:

Quando andavo a scuola ero solito rendermi incredibilmente triste e spaventato comprando una copia di The Terrific Register per la misera somma di un penny a settimana; e considerando che c’era un illustrazione in ogni numero, completa di una pozza di sangue e un cadavere era decisamente un buon prezzo. (15)

Molte di queste storie erano stampate anonimamente, rubate da editori concorrenti o semplicemente ristampate con un nuovo titolo e nomi differenti dall’originale. Spesso, il lavoro di uno scrittore consisteva nel plagiare una storia americana cambiando i riferimenti americani con quelli inglesi. Assolutamente non preoccupati dalla qualità o dalla continuità delle loro offerta, gli editori non si preoccupavano di introdurre i materiali che cosi spesso rubavano (16). Inoltre gli episodi terminavano frequentemente nel mezzo di una frase, ma nel numero successivo nessuno si preoccupava di riassumere quanto accaduto in precedenza:

Fintanto che i paragrafi erano brevi, gli avvenimenti sensazionali, la conversazione fluiva e alla fine c’era un matrimonio, la grammatica poteva essere pessima, la trama ridicola, i personaggi legnosi e l’anti-climax persistente. (17)

I titoli dei Penny Blood e dei Penny Dreadful non solo dovevano catturare i loro lettori ma dovevano anche rassicurarli del fatto che stavano per ottenere l’azione e i brividi degni del penny che pagavano; per questo molti titoli sembravano quasi più lunghi della storia in se! (18) L’obbiettivo è chiaro: dare alla classe bassa una rapida dose di storie eccitanti e orrore violento. I Penny Bloods divennero cosi popolari che un venditore inglese, C.A. Stonehill, scrisse nel 1935 che

è molto probabile che più persone avessero letto First False Step or The Maniac Father di Thomas Prest di quelle che avevano solo sentito della pubblicazione, nella stessa decade, di un libro intitolato Jane Eyre. (19)

Dunque i Penny Blood possono essere considerati come l’inizio del mercato commerciale per la letteratura orrorifica d’intrattenimento e “furono la prima grande espressione della letteratura dell’era moderna come intrattenimento di massa” (20).

In maniera simile ai media sensazionalisti di oggigiorno, molti dei primiPenny Bloods che si possono trovare in The Terrific Register e in The Calendar of Horrors erano basati su storie di crimini realmente accaduti. Ad esempioThe Lady in Black (1847) racconta la storia di una giovane donna il cui fratello venne giustiziato per contraffazione; la donna impazzì e divenne una sorta di fantasma vivente che spese il resto della sua vita nelle strade del paese natale, attendendo il ritorno del fratello morto. Sawney Beane: The Monster of Scotland, uno dei più violenti Penny Blood, racconta la storia di uno scozzese vissuto nel 1300: visse, insieme alla moglie, in una caverna nella costa scozzese derubando, uccidendo e mangiando i viaggiatori solitari che passavano nei paraggi. I crimini continuarono per oltre vent’anni ma nel frattempo la famiglia era cresciuta fino a contare quarant’otto membri che conservavano la carne umana per usi futuri. Quando vennero scoperti i ventisette membri maschi vennero castrati e gli vennero tagliati mani e piedi per poi essere bruciati vivi, mentre le ventuno donne furono costrette a guardare e poi vennero anch’esse bruciate vive. Certamente una storia adatta ai Penny Blood che fu anche accompagnata da illustrazioni esplicite.

Com’è ovvio pensare, queste storie d’orrore estremamente violente provocarono il panico nelle classi più elevate, al pensiero di quali effetti avrebbero avuto sui lettori delle classi basse. Molti conservatori e membri del clero pensavano che questa nuova letteratura di “passione animalesca e illegalità” (21) avrebbe portato i giovani della classe operaia ad una vita di criminalità. Viene però da pensare che l’attacco a questa letteratura rappresentasse una semplice scappatoia per le classi elevate per evitare di guardare ai veri problemi come la povertà, le malattie, la prostituzione e la fame che attanagliavano alcuni quartieri sovrappopolati di Londra. I Penny Blood portavano realmente i giovani ad una vita di crimini e omicidi oppure rappresentavano per loro una semplice evasione da una realtà già di per sé temibile e pericolosa? Inoltre va ricordato che molti membri delle classi elevate, mentre puntavano il dito contro il fenomeno, leggevano di nascosto qualche Penny Blood per trarne qualche emozione immediata.

Quando il gusto del pubblico divenne meno incline alle storie di estrema violenza, i Penny Blood smorzarono il loro stile truculento e si concentrarono maggiormente su storie di avventure eccitanti e d’amore e iniziò quindi l’evoluzione in Penny Dreadfuls (21).

Come i loro predecessori i Penny Dreadfuls non sono certo conosciuti per la qualità della loro scrittura o per la profondità o per altri meriti letterari. Le pubblicazioni Penny continuavano a dipendere per il loro successo più dal sensazionalismo, che dai meriti letterari o artistici. Per quanto scarsa fosse però la loro qualità rappresentavano ciò che i giovani del tardo periodo Vittoriano e del periodo Edoardiano sceglievano di leggere, al posto della letteratura che gli adulti pensavano essi dovessero leggere. Stampati su carta di scarsa qualità, raramente datati o marchiati con il marchio dell’editore, iPenny Dreadfuls erano una nuova forma di intrattenimento della società industriale: letteratura usa e getta. A causa di molti fattori (registri poco dettagliati, impiegati poco attenti, registri persi durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e una miriade di informazioni contraddittorie) informazioni certe riguardo le vendite e gli autori dei Penny Dreadful sono piuttosto difficili da ottenere, “ma ci sono pochi dubbi che queste pubblicazioni abbiano formato la base della fortuna di molti editori” (23).

Stampati su due colonne di testo talmente piccolo da risultare difficilmente leggibile, questi testi evitavano lunghe descrizioni e sviluppo dei personaggi per concentrarsi su avvenimenti sensazioni ed esclamazioni esagerate. Infatti nelle colonne dei Penny Dreadfuls c’è più spazio bianco che testo stampato, in quanto le frasi tendono ad essere brevi, esclamative e rapide. Inoltre molti paragrafi risultano difficili da leggere, in quanto molti di questi scrittori ignoravano le più basilari regole grammaticali. Frasi prive di punteggiatura abbondano, mentre verbi correttamente coniugati rappresentano una rarità, il punto è usato indiscriminatamente, mentre i punti esclamativi sono usati in maniera cosi frequente da anticipare l’avvento dei fumetti del ventesimo secolo. La semplificazione nella sintassi e nella struttura della frase potrebbe essere vista come una necessità per venire incontro al pubblico di semi-scolarizzati, ma potrebbe essere anche imputato all’incapacità degli scrittori a malapena scolarizzati. La tipografia poi aumentava la confusione generale in quanto, spesso, parole o frasi venivano stampati al rovescio e molte lettere erano ribaltate. Comunque se consideriamo che la maggior parte degli scrittori venivano pagati meno di un penny per riga scritta possiamo capire come queste modalità di scrittura, grezza e abbozzata, ne divenne la norma.

Ecco ad esempio un breve estratto da The Young Apprentice, or The Watchwords of Old London (24) che illustra alla perfezione lo stile breve della narrazione:

Footsteps seemed following her

She stopped and listened.

All was still.

Then again she advanced.

The steps went on once more.

She became alarmed.

Should she go back?

Or should she hide herself?

…It would be useless.

…So she hurried on more quickly.

“I shall soon see Max,” she thought, “and he will protect me.”

Suddently she started back in horror.

A man was hanging from a tree.

It was the Alsatian.

She shrieked aloud. (25)

I paragrafi a singola riga, la semplice sintassi e l’abbondanza di esclamazioni brevi e dichiarative possono far apparire i Penny Dreadfuls come piuttosto assurdi e ridicoli. E.P. Hingston, autore del Penny Dreadful Amy; or Love and Madness (26) scriveva paragrafi molto lunghi e dettagliati mentre i suoi colleghi scrivevano in forme addirittura più brevi di quanto riportato nel precedente esempio, venendo però pagati con lo stesso ammontare di denaro. Quando Hingston realizzò tutto questo, cambiò radicalmente il suo stile dichiarando “Non lo farò mai più” (27).

Molti narratori scrivevano più serial contemporaneamente e dovevano fare i conti con scadenze settimanali. Ad esempio George William Reynolds creò una vasta collezione di serial ed accettò pure (vincendo) la scommessa di scrivere quattro romanzi settimanali da otto pagine a testa contemporaneamente, mentre James Malcolm Rymer ne scriveva dieci a settimana, molti dei quali andavano dalla prima stesura alla stampa, senza il beneficio di alcuna revisione. Infine questi scrittori erano alla totale mercè del mercato: se la domanda scendeva per un titolo particolare, l’editore semplicemente cancellava il serial senza alcuna spiegazione né per il lettore, né per l’autore che l’aveva creato. D’altra parte se un titolo riceveva un considerevole successo, l’editore poteva prolungarlo in maniera indefinita, andando ben oltre le intenzioni o le abilità dell’autore: alcune storie create per la pubblicazione in dieci o quindici parti venivano sfruttate ben oltre i loro limiti arrivando fino ai duecento o più capitoli (28).

Fleet Street e Salisbury Square diventarono a Londra i “punti caldi” per la pubblicazione dei Penny Dreadfuls. Dozzine di editori affollavano l’area e riempivano ogni possibile spazio, nella speranza di far guadagni sulla nuova febbre per le pubblicazioni da un penny. I Fratelli Emmet, Charles Fox, Edwin John Brett, John Allingham, Charles Shurey e Henry Vickers erano solo alcuni dei molti editori speranzosi di far fortuna. Comunque solo due editori vittoriani sono riconosciuti per aver dato il via ed aver perfezionato il formato delle pubblicazioni Penny: G.W.M. Reynolds e Edward Lloyd. Creando immense fortune per loro stessi, spesso a spese dei loro impiegati sottopagati, entrambi aprirono delle società di editori i cui profitti gli consentirono di migliorare la qualità della stampa, impiegare bravi scrittori (a dieci scellini per episodio) e illustratori migliori (29).

George William Macarthur Reynolds (1814–1879) era il figlio di un ricco capitano navale che morì quando Reynolds aveva solo dieci anni, lasciandogli una fortuna di circa 12.000 sterline. A ventun anni, mentre viveva a Parigi, Reynolds investì i suoi averi e iniziò la pubblicazione delLondon and Paris Courier, un quotidiano destinato agli inglesi emigrati in Francia o ivi in vacanza. Dopo il fallimento di quest’impresa editoriale e la perdita dell’eredità di suo padre, tornò in Inghilterra nel 1836. Nonostante fosse profondamente indebitato, avendo una famiglia da sfamare, continuò a pubblicare romanzi da un penny e fini col diventare noto come uno dei migliori giornalisti in Inghilterra. Divenne presto il redattore di Monthly Magazine, una pubblicazione all’epoca considerata come ormai “moribonda e noiosa”, e nel giro di pochi mesi, la trasformò in uno dei più interessanti periodici di metà Ottocento (30). Conteneva articoli ben scritti su eventi contemporanei e sulla cultura inglese, “buoni racconti brevi, valide recensioni di romanzi e costanti aggiornamenti sugli ultimi sviluppi nei campi scientifici, artistici e letterari” (31). Nel 1850 diede il via al suo quotidiano personale, il Reynolds’ Weekly News, che ottenne una circolazione di oltre 600.000 copie e proseguì fino al 1950. Fu però alla fine del 1844 che Reynolds divenne lo scrittore più popolare della Gran Bretagna, quando iniziò a pubblicare uno dei Penny Dreadfuls più lunghi e di maggior successo dell’età Vittoriana: The Mysteries of London.

Questo serial venne pubblicato dal 1844 al 1856 e vendeva l’enorme cifra di 40.000 copie a settimana. In questa versione aggiornata del romanzo Gotico, Reynolds ne modernizzò l’ambientazione, utilizzando i luoghi reali di Londra (che aumentavano le emozioni per i lettori che riconoscevano tutti i posti di cui leggevano), sostituendo i vecchi castelli gotici in rovina con le case di Londra e rimpiazzando gli antichi labirinti con i quartieri poveri (32). Scrivendo per l’audience dei Penny Blood, che chiedevano emozioni in cambio dei loro penny, Reynolds rese le sue storie più violente possibili:

I suoi quartieri poveri erano incestuosi inferni infestati dalla sifilide dove i maiali mangiavano i cadaveri dei neonati e becchini dalla scorza dura svenivano a ciò che i loro occhi vedevano. Nani gobbi, orribili megere e ladri di cadaveri si muovevano sullo sfondo delle case di lavoro, prigioni, patiboli, covi di ladri e cimiteri. (33)

Reynolds vendeva meglio di Dickens e la sua versione pirata de Il Circolo Pickwick intitolata Pickwick Abroad: or the Tour in France era ritenuta “la migliore di tutti i plagi di Dickens”. Tra il 1847 e il 1857 Reynolds scrisse circa trenta romanzi oltre a brani di critica letteraria, traduzioni e prosa. Pubblicò il suo ultimo romanzo Mary Stuart, Queen of Scotland nel 1859 e lasciò la sua posizione di “capo romanziere” della Reynolds’s Miscellany a James Malcolm Rymer. Quando mori nel 1879, The Bookseller scrisse:

[…] se tributiamo più di quanto non sia nostra abitudine il deceduto è perché la dipartita di uno scrittore cosi conosciuto merita una certa testimonianza. Dickens e Thackeray avevano le loro migliaia di lettori ma quelli di Reynolds si contavano in centinaia di migliaia, forse milioni. (34)

Il più grande concorrente di Reynolds fu Edward Lloyd (1815–1890), discutibile uomo d’affari e ricco editore, che divenne noto come “the King of penny issue works” (35). Nato a Thornton Heath, Surrey, Lloyd era il figlio di un contadino gallese. A diciannove anni si spostò a Londra dopo aver studiato al Mechanics Institute a Chancery Lane. Mentre gestiva una piccola libreria a Londra, il giovane Lloyd intuì l’esistenza dell’enorme mercato ancora intoccato dei lettori della classe operaia, che desideravano storie di avventura, ma non potevano comprare i romanzi che vendeva.

A ventun anni, Lloyd iniziò a pubblicare una nota raccolta di racconti di crimini che, anche se venduta al prezzo di un singolo penny, lo rese ricco e fece dell’orrore la letteratura d’evasione preferita dalla classe operaia.

Lives of the Most Notorious Highwaymen, Footpads and Robbers of Every Description iniziò a essere pubblicata nel 1836 e durò sessanta numeri portando a Lloyd un successo istantaneo. Fece dunque seguire ad esso tre serial nello stesso anno: History of the Pirates of all Nations, che sorpassò la sua creazione precedente arrivando a settanta numeri, The Gem of Romance; or, Tales of Exciting Interest (ventotto numeri), e The Calendar of Horrors(settantasei numeri).

I Penny Blood di Lloyd crearono il modello per tutto il genere. Ogni numero conteneva otto, pagine scritte fittamente e divise in due colonne, ed era decorato con una scioccante incisione in copertina. Riconoscendo l’importanza di queste illustrazioni, Lloyd richiese a uno dei suoi illustratori, George Sala, di crearne “con sangue, molto sangue, sangue a fiotti e occhi prominenti” per mostrare peccato e innocenza (36). Queste illustrazioni, delle quali tratteremo accuratamente nel terzo capitolo, erano spesso il maggior richiamo di vendita dei Penny Dreadfuls. Immagini grezze di corpi in decomposizione fatti a pezzi, assalti sessuali ai danni di donne formose e omicidi attiravano l’occhio dei potenziali compratori. Anche se possono apparire grezze e poco dettagliate ai giorni nostri, queste rappresentavano dei veri e propri tesori per gli acquirenti vittoriani e spesso, per incentivare le vendite di un nuovo serial si inserivano due o tre illustrazioni a colori. Molti degli illustratori erano pittori di scena per i teatri londinesi e quindi le loro illustrazioni appaiono melodrammatiche, esagerate e monodimensionali. A volte le incisioni potevano essere storicamente inaccurate, rubate da altre fonti o semplicemente ristampate e potevano anche non avere nulla a che fare con le storie che illustravano ma, come per le copertine della serie a fumetti del 1950 Tales from the Crypt, Lloyd sapeva che immagini violente o suggestive avrebbero attratto potenziali compratori alla ricerca di facili emozioni. Quando Lloyd pensava che ci fosse mercato per una storia la pubblicava, fosse essa plagiata o no. Quando era nel dubbio si limitava a far leggere la storia a un suo impiegato e ne attendeva la reazione: se era positiva probabilmente l’avrebbe pubblicata.

Nel 1836, Lloyd iniziò la pratica tanto disonesta, quanto remunerativa, dei plagi delle opere di famosi scrittori dell’epoca. Riconoscendo la popolarità di Dickens, Lloyd pubblicò una versione plagiata di Sketched by Boz che vendeva sotto il nome di The Sketch Book by Bos. Presto la casa editrice di Lloyd iniziò a pubblicare plagi dei romanzi di Dickens appena questi apparivano sul mercato. Cavalcando il gusto dei lettori, la compagnia di Lloyd crebbe e attorno al 1850 pubblicava circa duecento racconti a puntate. Questi coprivano un vasto raggio di argomenti: la stregoneria con Mary Bateman, the Yorkshire Witch (1840), le avventure piratesche con The Black Vulture; or, the Rival Brothers (1840), lo scandalo sessuale con The Maniac Father; or the Victim of Seduction (1842), cannibalismo e barbieri assassini con The String of Pearls (1846), vampirismo con Varney the Vampire; or, The Feast of Blood (1845).

Dopo aver fatto una fortuna con il mercato dei Penny Dreadfuls, Lloyd si interessò a pubblicazioni più rispettabili. Nel 1876 comprò il quotidiano Daily Chronicle e da li creò un nuovo impero. Mentre scalava la società, divenne un membro del Political Committee of Reform Club e un gentiluomo altamente rispettato dalla comunità. Circolano molte storie riguardo ai tentativi di Lloyd di coprire la sua passata attività nei Penny Dreadfuls: alcuni dicono che li prelevava di persona dai locali pubblici (37), mentre altri sostengono che inviasse i propri impiegati a prelevare le sue vecchie pubblicazioni dalle biblioteche circolanti, per poi bruciarli (38). Quando mori milionario nel 1890 lasciò diciannove figli, un vasto impero editoriale che durò sino al 1930 e una miriade di Penny Dreadfuls.

A differenza degli editori, ben poco si sa degli scrittori dei Penny Bloods e deiPenny Dreadfuls. D’altronde non si aspirava a diventare scrittori di questi serial, tale attività era un ripiego a cui per disperazione. Le condizioni di lavoro erano costantemente precarie e la paga era scarsa. Gli scrittori più noti durante il 1830 e il 1840 erano Thomas Peckett Prest e James Malcolm Rymer. Il primo morì senza un penny e abbandonato da tutti, mentre Rymer riusci a malapena a mettere da parte un patrimonio di 8000 sterline.

La difficoltà nel reperire informazioni su questi autori è dovuta a diversi fattori. Innanzitutto nei Penny Blood e nei Penny Dreadfuls spesso il nome dell’autore non veniva citato (anche a causa dei frequenti plagi che venivano attuati in essi) e spesso si preferiva sottolineare l’opera precedente dello stesso scrittore. Ad esempio The Black Monk: or, The Secret of the Grey Turretera pubblicizzato come “Dall’autore di Ada, the Betrayed” e non veniva fatto alcun riferimento al nome di James Malcolm Rymer (39). Inoltre i Penny Dreadfuls erano stampati su carta di scarsa qualità ed erano progettati per essere letti e poi gettati, e cosi la gente faceva, distruggendo cosi gran parte del materiale sull’argomento. A questo vanno infine sommati anni di scarse o inesistenti ricerche o riedizioni prive di qualunque controllo filologico, che hanno portato spesso a scambiare opere di un autore per quelle di un altro.

La fine dei Penny Dreadfuls può essere attribuita a diversi fattori. Con il crescere della scolarizzazione e il cambio di gusto nel pubblico, i lettori cercavano testi più raffinati. Storie di sangue, monaci pazzi e mostruosità senza testa, apparivano barbariche alla luce delle nuove e più raffinate pubblicazioni. Attorno al 1850 quasi tutte le vecchie riviste adottarono una nuova politica, puntando al pubblico giovanile e quindi le vecchie storie e vecchie avventure vennero ri-editate rendendo protagonisti dei ragazzi, spesso alle prese con il crimine giovanile (40).

The Boys of England la cui pubblicazione inizia nel 1866 sembra essere il primo chiodo nella bara dei Penny Dreadfuls. Pubblicato da Edwin Brett, questa storia a puntate era diretta a un pubblico giovanile e si concentrava su un giovane eroe, Jack Harkaway. Un successo immediato che iniziò vendendo 150.000 copie e che raggiunse il suo apice nel 1871 vendendone 250.000. Evitando tutti i clichè del Gotico ed essendo scritte con un linguaggio e uno stile migliori, queste storie denunciavano la violenza e promuovevano valori positivi tramite i loro giovani eroi. Aggiungendo a queste nuove pubblicazioni il nuovo giornale della domenica, il successo della sensation fiction (41) e una buona dose di storie migliori serializzate nei settimanali, i Penny Dreadfuls vennero messi a riposo e dimenticati.

In Sintesi:

Bluebooks

  • Riduzioni di famosi romanzi Gotici o plagi degli stessi.
  • Volumi di 36 o 72 pagine.
  • Prezzo: 6 pence o 1 scellino.
  • Rivolti a un pubblico adulto.
  • Illustrazione di copertina.

Penny Blood

  • Storie sensazionaliste dal contenuto violento o sessuale.
  • Volumi di 8 pagine.
  • Prezzo: 1 penny.
  • Rivolti a un pubblico adulto
  • Illustrazione di copertina e illustrazioni interne.

Penny Dreadfuls

  • Storie sensazionaliste ma dai contenuti più smorzati.
  • Volumi di 8 pagine.
  • Prezzo 1 penny.
  • Rivolti prevalentemente a ragazzi.
  • Illustrazioni di copertina e illustrazioni interne.

Note

  1. Richard Altick, Victorian People and Ideas: A Companion for the Modern Reader of Victorian Fiction. New York: Norton 1974 pag. 43
  2. Richard Altick. Op. Cit. pag. 40
  3. Richard Altick. Op. Cit. pag. 44
  4. La tassa sui quotidiani fu poi definitivamente abolita nel 1855.
  5. John Springhall, Youth, Popular Culture and Moral Panics: Penny Gaffs to Gangsta-Rap 1830–1996. New York: St. Martin’s 1998 pag. 45
  6. Jonathan Rose. “Education, Literacy, and the Victorian Reader,” in A Companion to the Victorian Novel. New Yorik: Blackwell 2002 pag. 33
  7. Per approfondire lo studio del romanzo Gotico si consiglia la lettura diStoria della letteratura del terrore. Il «gotico» dal Settecento a oggi di David Punter edito in Italia da Editori Riuniti o, ad opera dello stesso autore,The Gothic e A Companion to the Gothic pubblicato da Wiley-Blackwell
  8. La maggior parte dei romanzi veniva pubblicata in tre volumi. Una raccolta consisteva in tutti e tre i volumi che componevano il romanzo.
  9. Franz Potter. The History of Gothic Publishing: 1800–1835, Exhuming the Trade. New York: Palgrave 2005 pag. 19
  10. Peter Haining. The Mysterious Novice: Stories of Terror from the Gothic Bluebooks Berkeley: Apocryphile Press 2007 pag. 15
  11. Dickens tentò di arginare il fenomeno (che tra le altre cose coinvolgeva anche delle riduzioni teatrali pirata, spesso messe in scena prima che egli stesso avesse terminato l’ultimo capitolo dell’opera) ma pur portando in tribunale diversi dei suoi imitatori perse ogni causa intentata.
  12. Peter Haining. The Penny Dreadful. London: Victor Gollancz 1975 pag. 24
  13. Pubblicato per la prima volta su The Terrific Register, numero 11 (di 104) nel 1825.
  14. Pubblicato in The Calendar of Horrors nel 1836
  15. History of British Comics. “1820–1865: Story Papers.” 25 May 2007www.comicsuk.co.uk/History/HistoryWhole
  16. Peter Haining, Op. Cit. pag. 24
  17. John Springhall, Op. Cit. pag. 40
  18. Ad esempio Lovel Castle, or The Rightful Heir Restored, A Gothic Tale; Narrating how a Young Man, the Supposed son of a Peasant, by a Train of Unparalleled Circumstances, not Only Discovers who were his Real Parents, but how they came to Untimely Deaths; with his Adventures in the Haunted Apartment, Discovery of the Fatal Closet, and Appearance of the Ghost of his Murdered Father; Relating also how the Morderer was Brought to Justice, with his Confession and the Restoration to the Injured Orphan of his Title and Estates. (1825)
  19. Peter Haining. Op. Cit. pag. 14
  20. John Springhall Op. Cit. pag. 39
  21. John Springhall Op. Cit. pag. 71
  22. Il termine fece il suo debutto nello Slang Dictionary di John Camden Hotten nel 1874.
  23. Ernest S. Turner, Boy Will Be Boys: The Story of Sweeney Todd, Deadwood Dick, Sexton Blake, Billy Bunter, Dick Barton, et al. London: Michael Joseph, 1957. pag. 27.
  24. Attribuito a Vane Ireton e pubblicato nel 1890
  25. Come riportato da Turner E.S. pag. 30
  26. Scritto nel 1847 e pubblicato in cinquantaquattro parti da Edward Lloyd.
  27. Elizabeth James, and Helen R. Smith. Penny Dreadfuls and Boy’s Adventures: The Barry Ono Collection of Victorian Popular Literature in the British Library. London: The British Library, 1998 pag. xiv
  28. In maniera simile a quanto avveniva in Francia con i feuilleton e in Italia nei romanzi d’appendìce, storie pubblicate a puntate nell’ultima pagina di un quotidiano.
  29. Elizabeth James Op. Cit. pag. xii
  30. E.F. Bleiler, Introduction. Wagner the Wehr-Wolf. By G.W.M. Reynolds. New York: Dover, 1972 pag. ix
  31. E.F. Bleiler. Ibidem
  32. John Springhall Op. Cit. pag. 59
  33. Ernest S. Turner Op. Cit. pag. 25
  34. E.F. Bleiler Op. Cit. pag. xiii
  35. Peter Haining. Op. Cit. pag. 30
  36. Peter Haining. Op. Cit. pag. 32
  37. Michael Anglo. Penny Dreadfuls and Other Victorian Horrors. London: Jupiter, 1977 pag. 79
  38. Peter Haining. Op. Cit. pag 265
  39. E.F. Bleiler, “Introduction”. Varney the Vampire; or the Feast of Blood. di James Malcolm Rymer. New York: Dover, 1972 pag vi
  40. Peter Haining. Op. Cit. pag. 302–3
  41. Era il fenomeno letterario del 1860 e il suo inizio è da attribuire a The Woman in White di Wilkie Collins, Lady Audley Secret di Mary Elizabeth Braddon e East Lynne di Ellen Wood

 

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Scritto con amore e in velocità da Tommaso Urban :)