Dredd

Essendo a Los Angeles in questo periodo, ho deciso di cogliere al volo l’occasione per godermi un film da me tanto atteso ma che evidentemente in Italia non interessa a nessuno, visto che al momento mi sembra non avere neanche una distribuzione pianificata: Dredd.
Per chi avesse ancora delle terribili memorie del pessimo film anni ’90 con Stallone (che sembra aver acquisito un certo fascino retrò con il passare degli anni e soprattutto con le serate a base di junk food e birra), lasciate da parte i vostri preconcetti. Judge Dredd è uno dei più longevi personaggi del comic-dom inglese e ha sfortunatamente avuto una sottodistribuzione in Italia (almeno da quello che mi risulta; siete liberi di correggermi su questo punto, tanto i fumetti li compro dall’Inghilterra). E’ crudele, satirico e assolutamente politically uncorrect. E il film non delude.
Il nuovo Dredd, produzione inglese girato con un budget relativamente, riesce in un’ora e mezza (MIRACOLO! Non ne posso più di brodi cinematografici dalle durate improbabili! Cosa facciamo, i film al kilo?) a creare un’atmosfera incredibile, un mondo futuro che più deprimente non si può, delinea in maniera favolosa i due personaggi principali, Judge Dredd e Judge Anderson (qui in fase di prova, all’interno di un plot che richiama Training Day e The Raid), e condisce il tutto con scene d’azione gustosissime e tonnellate di violenza splatter.
Gli shot sono splendidi, tornano i one-liner cafoni durante i combattimenti, l’adrenalina è a mille e i 5 minuti totali di visualizzazione dei poteri psichici di Anderson valgono più delle tre ore di Inception.
Non è una “storia d’origine”, non apre ad improbabili trilogie, è totalmente politically un-correct (l’ultraviolenza scorre veramente a fiumi) e non è assolutamente pensato per bambini, giocattoli e happy-meal.
Grazie Dredd, mi hai ridato fede nei cine-comics.

p.s. il Grauman Chinese Theatre dove l’ho visto (il cinema al cui ingresso ci sono tutte le firme e le impronte dei personaggi famosi del cinema) è assolutamente favoloso per impianti e struttura. Se capitate a Los Angeles una visita e un film sono d’obbligo. Peccato doversene andare prima della proiezione di Dial M For Murder in 3D, così come lo aveva girato il maestro Hitchcock negli anni ’50.




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Scritto con amore e in velocità da Tommaso Urban :)