Dylan Dog 325: Una Nuova Vita


Una Nuova Vita, il volume attualmente in edicola di Dylan Dog, apre quello che dovrebbe essere il primo step per il rinnovamento-ritorno alle origini dell’Indagatore dell’Incubo sotto la supervisione di Roberto Recchioni.

Questo rinnovamento prevede che per i prossimi dodici mesinumeri vedremo pubblicate le versioni rivedute e corrette delle storie migliori che aspettavano di essere pubblicate e poi, a partire dal prossimo settembre, inizieranno ad essere pubblicate le vere storie del nuovo ciclo.

A differenza di tanti lettori di fumetti, non considero oro tutto quello che Recchioni tocca ma apprezzo molto Carlo Ambrosini, autore totale (storia e disegni) di questo numero.

Come si legge dunque questo primo numero della prima fase della nuova vita di Dylan Dog? Come un qualsiasi buon numero (si, ce ne sono stati) della serie in questi ultimi anni.

Ambrosini mette in scena una storia di patto col diavolo che si interseca nella popolare fantasia romantica “sarei dovuto nascere nell’epoca di…”. Si lascia leggere, offre qualche spunto interessanteinquietante ed un finale che mi ha lasciato un pò perplesso. In generale, niente di nuovo sotto il sole.

Il Dylan Dog delle origini di Sclavi era un fumetto di puro post-modernismo (figlio, per atmosfere, del cinema horror anni ‘70-‘80), che regolarmente riprendeva una premessa di un filmromanzo popolare nel genere e lo stravolgeva con l’inserimento di un elemento estraneo per cambiare le carte in tavola ed arrivare a proprie soluzioni. Poi, col passare degli anni e il succedersi degli scrittori, questa formula è stata dimenticata, le storie sono diventate “originali” e il personaggio è diventato quasi parodia di sè stesso.

Se questo nuova vita vuole tornare a quelle origini, il cammino da compiere è ancora lungo.




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Scritto con amore e in velocità da Tommaso Urban :)