Evangelion 3.0: You Can (Not) Redo

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Poi sfortunatamente ho visto il terzo capitolo il 25 Settembre. E sottolineo SFORTUNATAMENTE.

In assoluto il punto più basso mai raggiunto da Evangelion, l’equivalente orientale di Transformers 2: La Vendetta del Caduto: un vuoto filler di 96 minuti dove non accade praticamente nulla, l’intera trama viene convogliata tramite tre spiegoni da cinque minuti cadauno da parte di tre diversi personaggi, il fan-service ambo i sessi abbonda e i combattimenti sono un tripudio di esplosioni a caso privi di qualunque fantasia.

Peggio ancora, a differenza di Transformers, questo si ammanta di un velo di pretenziosità intollerabile vista la pochezza messa a schermo. Poco valgono gli sprazzi di interesse a volte suscitati (si, come in qualunque film qualcosa l’ho apprezzato: bella la maggior reattività di Shinji, l’idea che siano passati quattordici anni e che il Third Impact sia avvenuto e qualche elemento preso di peso da altri anime, come la nave il cui equipaggio è composto da civili – vedi Gundam) e i brandelli del mantello filosofico dell’originale quando i personaggi (le cui modifiche apportate dai precedenti due film mi erano piaciute, non sono un purista) sono ridotti a mere parodie di se stessi (ad esempio Asuka ripete tre battute in tutto il film) e lo scontro si può riassumere in “Maschi vs Femmine”.

In definitiva si può prendere ad esempio per quello che succede quando un singolo autore viene lasciato libero di fare quello che vuole senza alcuna costrizione produttiva: laddove nella serie originale Anno stava comunque realizzando una serie mecha che per quanto innovativa e filosofica doveva ancora in parte aderire alle regole di un genere popolare, qui, ad un pubblico che generalmente ha visto l’intera serie originale e il suo finale, si da per scontato che il contenuto verterà su un astruso significato altro passibile di interpretazione e quindi tutto gli è concesso. Come dice Kaworu nel film, l’autore ripete l’esecuzione fino a quando non produrrà il suono che lo soddisfa. Putroppo questa esecuzione sembra soddisfare solo lui.

Sicuramente non mi vedrà al cinema per il quarto capitolo.




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Scritto con amore e in velocità da Tommaso Urban :)