Interstellar

Sono andato a vedere Interstellar poco prima che lo togliessero dalle sale, dopo più di un mese dalla sua uscita. Come mai, vista la mia grande passione per la fantascienza? Beh, perché dopo Inception e The Dark Knight Rises ho smesso di fidarmi di Christopher Nolan. Sinceramente la prospettiva di spararmi 3 ore di primi piani e spiegoni pazzeschi non mi allettava.

Alla fine però non ho resistito alla curiosità e per fortuna l’ho fatto, altrimenti mi sarei perso un gran film.

Interstellar ha un’impostazione molto differente dagli altri film di Nolan, c’è più respiro e immaginazione. Lo stesso messaggio del film sembra andare contro i trascorsi iper-realisti del regista spingendo per l’esplorazione dell’ignoto e dell’immaginazione al di là della mera realtà che ci circonda.

Non fatevi ingannare dalla stampa: 2001 Odissea Nello Spazio non c’entra nulla con questo film e non c’è niente di difficile da comprendere. Ci troviamo davanti ad uno splendido esemplare filmico che riprende la cultura fantascientifica degli anni ’50: c’è l’esplorazione, la voglia di affrontare l’ignoto e le grandi sfide. Al contempo lo spazio è un inferno personale dove ognuno dei protagonisti subisce una “legge del contrappasso”.

Guardandolo non potevo fare a meno di pensare a Randezvous with Rama di Arthur C. Clarke (co-sceneggiatore di 2001) e in alcuni casi ad Alien ma più per tono e riferimenti visivi che per effettive citazioni.

Anche narrativamente il film se ne frega delle regole e prova cose nuove, nuove strutture e nuove forme. Alle volte zoppica (ci sono alcuni momenti un po’ pesanti o poco raffinati) ma poi decolla e non ce n’è per nessuno.

Non vedo l’ora di rivederlo.



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Scritto con amore e in velocità da Tommaso Urban :)