L.A. Noire

A un certo punto, all’inizio dell’estate, in attesa dell’uscita di GTA 5 a settembre ho deciso che avrei giocato a tutti i titoli pubblicati dalla Rockstar sulla generazione attuale di console. Alla fine della fiera non ce l’ho ancora fatta (mi mancano Red Dead Redemption e GTA 4 Episodes from Liberty City, ma pian piano ci arriverò) però mi sono sparato GTA 4, Max Payne 3 e L.A. Noire nella loro interezza.

Partiamo con L.A. Noire, probabilmente quello che più di tutti mi è rimasto nel cuore, un pò grazie al fatto che lo scorso anno ho trascorso quasi due mesi a Los Angeles e un pò perchè adoro l’epoca e la sua atmosfera (come penso sia sia capito dal mio commento su White Jazz di Ellroy).

L’ho giocato tutto d’un fiato, evitando le distrazioni da sandbox game (e quindi perennemente sul sedile del passeggero se non quando strettamente obbligato a non esserlo) e mi sono divertito un sacco. Tra l’altro è stato il primo gioco nella storia dei videogiochi a tenere incollata allo schermo tutta la famiglia per contruibuire alla risoluzione degli interrogatori.

La meccanica degli interrogatori è studiata divinamente bene, ti coinvolge e ti fa incazzare non poco quando sbagli mentre il resto si gioca come un mix tra un’avventura punta e clicca e i cari vecchi survival-horror (e vista la presenza di diversi maniaci nel gioco non credo sia un caso).

Se il gioco è solido il contorno è impeccabile: recitazione al top, musiche che ti fanno entrare nel periodo storico e un’attenzione maniacale ai dettagli confezionano un pacchetto pressochè perfetto.

Non è probabilmente per tutti i gusti ma con me ha fatto centro.




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Scritto con amore e in velocità da Tommaso Urban :)