Max Payne 3

Altro titolo della mia rassegna di giochi targati Rockstar.

Su Max Payne 3 avevo letto diverse cose poco esaltanti, soprattutto dai fan dei due capitoli originali. La cosa credo sia principalmente imputabile al cambio di sviluppatore: Remedy, creatore originale del gioco, è passata a creare e portare avanti Alan Wake e la licenza di Max Payne è ora completamente in mano a Rockstar. Inoltre le prime immagini mostravano un Max molto diverso da quello a cui eravamo abituati, tra l’altro in un ambiente parecchio lontano dalla sua uggiosa e cupa New York.

Dopo averlo giocato posso dire che si, il feeling è molto differente rispetto ai giochi originali (nelle meccaniche d’azione in primis: se negli originali tuffarsi al rallentatore e sparare era la gioia all’ordine del giorno, in questo capitolo è richiesto un maggior uso di coperture da cover shooter, ed immagino la cosa abbia fatto parecchio incazzare i giocatori della vecchia guardia) ma si mantiene l’impronta fortemente narrativa che ha sempre caratterizzato la serie.

E’ ancora Max Payne? Si, nelle atmosfere decadenti, la corruzione, la violenza in slow-mo e nel mix di monologhi interiori e antidolorifici.

Per il resto è più Uncharted in salsa Rockstar: i set pieces sono spettacolari, l’azione fa boom!, si spara molto nascosti dietro una copertura e la presentazione abbandona un pò i fumetti e va più verso il cinema caciarone.

Mi sono divertito? Potete scommetterci.




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Scritto con amore e in velocità da Tommaso Urban :)