Okami

Nuovo anno, nuovi post. Mi sembra ieri eppure è passato già un anno da quando ero impegnato a giocare The Legend of Zelda: Skyward Sword e quindi, dopo aver terminato in sequenza Twilight Princess e il remake di Ocarina of Time quest’anno l’unica cosa che mi mancava era giocare al gioco più simile a Zelda che potessi trovare: Okami!

Inoltre è di pochi giorni fa la notizia che la Sony ha ufficialmente smesso la produzione della Ps2 e quindi niente di meglio di questo grande classico per ricordare questa splendida console.

Okami è sempre stata una delle mie gravi lacune (daltronde Hideki Kamiya è uno dei miei game designer preferiti in assoluto) ma sono contento di averlo scoperto adesso. Forse qualche anno fa non sarei riuscito ad apprezzarlo appieno.

Al di là dell’aspetto tecnico assolutamente eccezzionale che trascende qualsiasi limite tecnico per creare una vera e propria opera d’arte digitale (in sintesi: è scritto divinamente ed è esteticamente meglio) mi ha sopreso anche il fatto che nonostante la struttura generale è evidentemente presa dagli Zelda in 3D sono presenti numerose differenze che lo rendono addirittura migliore: le abilità imparate non rimangono relegate alla risoluzione di uno specifico dungeon e il sistema di combattimento è molto sviluppato tra armi multiple e nuove mosse da imparare e soprattutto una gran integrazione con le abilità. Per i combattimenti è anche interessante la scelta di far si che non si svolgano direttamente nell’ambiente di gioco ma bensì in una pseudo-arena da tipico JRPG.

Intelligente anche l’idea di giocare sulle convenzioni di questo genere per proporre una trama sempre vivace e in parte meta-videoludica ma che in generale rende l’idea di star vedendo il mondo attraverso gli occhi di una divinità.

Che dire: qualunque sia la vostra console (PS2, Wii o PS3) compratevelo e giocate! 😀




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Scritto con amore e in velocità da Tommaso Urban :)