Rage Id Software

Rage

Proseguendo nella mia “esplorazione” dei first-person shooters ed aspettando impazientemente Mad Max: Fury Road, finito Portal 2 mi sono buttato su Rage, il più recente prodotto dei “padri” del genere – id Software.

Da quando è uscito ad oggi, non avevo mai particolarmente capito perché il gioco non fosse amatissimo: i design sono fighi, l’ambientazione pure e dubitavo seriamente che le meccaniche di combattimento di un titolo id potessero essere deboli.

Infatti tutti questi elementi sono solidi, il problema è che non ti senti mai parte di un vero mondo, non sei mai avvolto nell’atmosfera, come invece il gioco vorrebbe.

Rage è pieno zeppo di elementi pseudo-rpg che purtroppo non funzionano e fanno l’effetto opposto di quello sperato: per ogni missione dobbiamo parlare con un NPC, utilizzare la nostra vettura per arrivare sul luogo della missione, portarla a termine e tornare a parlare con l’NPC. Quanto succede nel mezzo è abbastanza sconnesso dagli eventi della trama (si viene attaccati a random da dei banditi del deserto che però non rappresentano mai una vera minaccia) e non ci si sente del tutto in sintonia con quanto accade. Inoltre il raccogliere il “loot” e barattarlo nei vari negozi non fa altro che rendere il gioco più facile di quanto dovrebbe essere.

Questo è un vero peccato perché quando si gioca sul serio – in prima persona con uno stile dannatamente arcade – ci si rende conto di quanto queste sezioni siano fighe e di quanto sia superfluo sia tutto il resto: le battaglie sono sempre intense e si è costretti ad usare con intelligenza tutto l’armamentario a disposizione (che tra l’altro è sempre enormemente soddisfacente da utilizzare)

Anche la parte tecnica vive in questo “limbo”: da una parte il gioco è esteticamente fighissimo e graficamente da mascella a terra anche a 4 anni dall’uscita; dall’altra parte ci sono dei problemi nel caricamento delle texture – che, pur non rovinando completamente l’esperienza, risultano dannatamente fastidiosi – e il formato scelto per il field-of-view non riesce a rendere emotivamente l’epicità delle ambientazioni (il contrario di quanto fa Destiny, per citare il gioco a cui sto giocando ora).

Un gioco a metà quindi, una bozza di progetto che fa presagire un qualcosa di grande ma che non riesce ad essere realmente sfruttato fino in fondo. Spero in un seguito di qualche tipo che realizzi degnamente la premessa.



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Scritto con amore e in velocità da Tommaso Urban :)