Il caso di “Resident Evil 6”

A conferma di quanto ho scritto nelle mie prime impressioni sulla demo rilasciata lo scorso settembre, le recensioni della critica su Resident Evil 6 non lasciano parecchi dubbi sulla sua qualità: un 66 su 100 su Metacritic e una lista che non finisce più di problemi a partire da controlli idioti, ritmo incostante, una tonnellata di quick-time events e un generale senso che manchi completamente una regia competente.

Ancora più allarmante è il giudizio del pubblico che su Metacritic, al momento in cui scrivo, registra un voto di 0.9 (su 10) con ben 2852 giudizi negativi.

Capcom ha risposto alle critiche dichiarando di aver tentato di fare qualcosa di nuovo e che sperano che il gioco venga giudicato di per sè e non all’ombra dei suoi predecessori. Sinceramente ritengo che potevano anche risparmiarsi la dichiarazione: Resident Evil 6 è un gioco mediocre di per sè, figuriamoci se lo confrontiamo con, ad esempio, un titolo che ha definito un genere cardine per ben due generazioni di console (Resident Evil 1) o un gioco che ha reinventato lo sparatutto in terza persona (Resident Evil 4).

L’obbrobrio che è ora sugli scaffali è ancora più scandaloso alla luce di quel piccolo gioiello che è Resident Evil: Revelations uscito la scorsa primavera per 3DS. Un titolo che riusciva a mettere perfettamente assieme la giocabilità contemporanea con l’identità passata della serie.

L’impressione è che per attirare a sé un imprecisata massa di utenti (e chi sono?) alla fine Capcom abbia scontentato tutti, denudando una delle sue serie più longeve e redditizzie (assieme a Street Fighter) di ogni elemento che la rendeva unica.

E’ anche la dimostrazione che, come nel cinema, non bastano i soldi per fare un bel prodotto: il vestito può essere bellissimo se manca la sostanza prima o dopo se ne accorgono tutti.

E ora cosa succederà? Un reboot per distanziarsi ulteriormente dal passato o un ripensamento generale?

D’altra parte, l’horror in qualunque sua forma incassa molto bene anche a piccoli budget. C’è davvero la necessità che Resident Evil sia un titolo a tripla A per fare grandi incassi?




'Il caso di “Resident Evil 6”' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Scritto con amore e in velocità da Tommaso Urban :)