Riduzione o adattamento

Colgo questo interessante articolo – http://lettura.corriere.it/perche-gatsby-non-sara-mai-un-grande-film/ – per una breve riflessione sulla perenne questione “meglio il libro o il film?”. Per l’autore dell’articolo la risposta è chiara quando utilizza il termine “riduzione” al passaggio da letteratura a film.
Io preferisco “adattamento” o “trasposizione”. Per quanto mi riguarda la questione su “quale è meglio” non si pone minimamente in quanto si tratta di mezzi completamente differenti che vanno giudicati in modi separati in base a quanto sono riusciti a trasmetterci. Non si tratta solo di un passaggio tra “interiorità” e “azione”, come indica l’articolo, ma anche, e soprattutto, un problema di tempo: il tempo di fruizione di un romanzo lo stabiliamo noi, possiamo rileggere alcuni passaggi, tornare indietro o andare avanti, mentre un film, visto al cinema e non a casa, generalmente si consuma nell’arco di due ore senza pause o riavvolgimenti.
Basta questo a far comprendere il divario tra queste forme di espressione che, tra l’altro, hanno secondo me la stessa distanza che può intercorrere tra il cinema e il teatro, il cinema e il fumetto, il cinema e i videogiochi.
Esempio, secondo me, di questa differenza sono due versioni di “Akira”, fumetto e film, dove l’autore del fumetto è anche regista e sceneggiatore del film: gli unici punti di contatto tra le due forme di espressione sono i personaggi (trattati alla stregua di attori ma con ruoli differenti nelle due versioni) e un cannovaccio base di trama.




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Scritto con amore e in velocità da Tommaso Urban :)