Shamo di Izo Hashimoto e Akio Tanaka

Per un certo periodo mi ero allontanato dalla lettura dei manga giapponesi e quando ho deciso di riavvicinarmi l’ho fatto con quest’opera violenta e decisamente dark. Che altro sennò?

Che dire? I primi dodici volumi sono tra i migliori che ho mai letto in ambito fumettistico. Una storia estremamente violenta, tra il prison movie e i classici di arti marziali orientali delinea una riflessione sulla società attuale e il suo modo subdolo di importsi sull’individuo sin dalla nascita. Lo scontro tra i reietti del mondo del protagonista e lo sfavillante universo degli antagonisti stilizza i contrasti tra ciò che consideriamo normale e anormale, buono e cattivo e ne rimescola le carte, rendendo la lettura appassionante e intelligente.

Concluso il primo ciclo purtroppo il manga si perde, principalmente a causa di una disputa tra i due autori che ha portato prima ad un’interruzione della serializzazione e poi ad un nuovo inizio con il disegnatore della serie a fare anche le veci dello sceneggiatore. E il tutto putroppo si banalizza non poco.

Al momento il consiglio è quello di recuperare i primi dodici volumi e goderseli come se non ci fosse un domani. Se poi il manga, ad un certo punto, si riprenderà dal coma, ve lo farò sapere.

Per quanto riguarda l’edizione italiana: fino al numero 19 è la serie classica prima della rottura tra i due autori ed è la tipica edizione Panini con sovracoperta patinata bianca mentre dal numero 20 in poi, con l’inizio della nuova serie, la sovracoperta si fa marrone e “più grezza” al tatto. Ho trovato in generale la carta di buona qualità e i testi si mantengono sempre di buon livello (non posso giudicare le traduzioni non conoscendo il testo originale).




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Scritto con amore e in velocità da Tommaso Urban :)