Cosa sta succedendo nel mondo dei Videogiochi?

Novembre e Dicembre sono solitamente dei mesi interessanti per il mondo dei videogiochi grazie alle festività natalizie e anche quest’anno non è da meno.

Qualche settimana fa abbiamo letto i report delle ormai classiche vendite stratosferiche del nuovo Call of Duty (e molti di voi lo staranno anche giocano in questi giorni) e la scorsa settimana è uscita la Wii U sul mercato Nord Americano.

Non è un caso che abbia citato solo questi due avvenimenti.

La press release sulle vendite di Call of Duty ha infatti provocato la pubblicazione di un articolo su Gametrailers.com intitolato “Getting Subjective: Publishers, Stop Comparing Yourself to Hollywood” dove, fondamentalmente, si criticava la pratica tanto in voga, sin dai tempi del Super Nintendo, di paragonare i videogiochi al cinema, soprattutto nei dati di vendita, quando questo non è decisamente possibile ed è invece auspicabile che i videogiochi siano ormai in grado di “reggersi sulle proprie gambe” senza questi scomodi paragoni. Visto un recente articolo-spot pubblicato da Repubblica intitolato “I videogiochi? Sempre più cinema – Megaproduzioni per i titoli di Natale”, come al solito abbastanza retrogrado nel trattare l’argomento, e visto che in questo periodo sto leggendo l’ottimo libro “Xbox Generation: How Videogames Invaded Hollywood”, che traccia la storia dei rapporti tra l’industria dei videogiochi e quella cinematografica e di come si siano influenzate a vicenda negli ultimi 30 anni (scriverò un articoletto a breve a riguardo), non ho potuto fare a meno di sorridere pensando a come invece l’argomento sia ancora attualissimo.

I videogiochi sono veramente una forma espressiva a se stante?

Sempre collegato a questo argomento, per contrasto, sono alcuni commenti legati all’uscita di Wii U, in particolare quelli del creatore di Pong, Nolan Bunshell (protagonista di gran parte del sopracitato libro che sto leggendo), che al New York Times avrebbe dichiarato che la console Nintendo per lui rappresenta la fine dell’era delle console. Questo sarebbe dovuto al fatto che integra un tablet all’interno del suo sistema di gioco e che questa sarebbe solo una manovra per arginare il mega-successo dei tablet games che spazzeranno via i giochi per console nel prossimo futuro. Anche qui sorrido visto che la maggior parte dei tablet games, con i loro prezzi irrisori e generalmente semplici production values si pongono in netto contrasto con le produzioni “cinematografiche” sopracitate. I tablet games sarebbero la fine delle console? Non so, non credo.

Credo che Nintendo abbia fatto la mossa giusta ad inserire un tablet nella sua console visto che le giovani generazioni attuali stanno crescendo giocando sui cellulari dei genitori e non con un gamepad in mano (lo vedo quotidianamente con i figli di amici e conoscenti) e quindi hanno un maggior “feeling” con il touch screen. Allo stesso tempo, da quello che ho visto della console mi pare che il touch screen possa venire utilizzato per aumentare ulteriormente l’immersione nelle mega-produzioni di cui sopra (basta vedere ZombiU) piuttosto che una semplificazione verso il tablet gaming. La certezza però ce la darà solo il futuro (e la pubblicazione di un nuovo Zelda e un nuovo Metroid! Forza Nintendo, dammi la scusa per comprare la tua nuova console!)

E voi, cosa ne pensate? Siamo arrivati alla fine delle console?




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Scritto con amore e in velocità da Tommaso Urban :)