Transformers 4: Age of Extinction

Alla fine della maratona dei precedenti tre Transformers, lo scorso luglio (o era giugno? non ricordo esattamente) io e mio fratello ci siamo sparati direttamente l’anteprima del quarto Transformer.

Come nel caso dei precedenti tre, l’elemento più interessante è stato guardare l’evolvere di un filmmaker e di un franchise (scarsamente considerato per quello che è) evolversi nel corso di quasi un decennio. Nel quarto gli elementi di spicco, a mio avviso, sono:

1) Bay dichiara apertamente che se ne fotte dei protagonisti umani – qui le star sono i robot e sono immortali mentre gli umani sono intercambiabili. Qui non si soffrirà mai del problema di Indiana Jones o di James Bond;

2) la serie – una serie di b-movie anni ’50 iper-glossy e stilosi, che parlano con il linguaggio ad alto budget delle pubblicità (ed è corretto visto che si parla di prodotti come macchine, camion o tostapane) – ingloba costantemente nuovi elementi da film dello stesso genere. In questo caso c’è più di qualcosa preso di peso da District 9;

3) Bay non è un patriota, è un pubblicitario. In questo caso, visto che grossa parte del budget e dell’ambientazione (oltre che del pubblico) è cinese, il film si trasforma (da titolo :D) da “propaganda” americana a “propaganda” cinese. Come però i primi tre erano così portati all’estremo da risultare una critica a ciò che propagandavano, anche qui l’effetto è lo stesso.

4) interessante la figura dell’inventore nelle sue due sfaccettature – da garage e ultramiliardario – nell’era del mito della Apple. Caricaturale ed esagerato quanto volete, rimane uno spaccato con una sua riflessione su mito e realtà.

Per il resto, tanti botti, esplosioni, cazzotti e un robot alieno con una spada robot gigante a cavallo di un dinosauro robot alieno sputafuoco. Cosa volete di più?



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Scritto con amore e in velocità da Tommaso Urban :)