Wolverine: l’Immortale

Terzo film occidentale dell’anno ad essere principalmente interpretato in una lingua orientale (gli altri sono Pacific Rim e Solo Dio Perdona).

Da quanto ho capito Wolverine: l’Immortale non è stato molto ben accolto dai fan di cinecomics perchè “non porta avanti la trama generale degli X-men”. “Chisseneincula” mi pare una risposta più che adeguata.

Il film di Mangold lascia stare i super-eroismi (che francamente hanno rotto) e propone un film più vicino ai noir ad ambientazione asiatica del secondo dopoguerra che a qualunque altra cosa.

Non bisogna salvare il mondo, non ci sono cattivissimi piani di distruzione globale ma solo la storia personale di Wolverine che ha perso la voglia di vivere e la riacquista a fatica. Nel mezzo ci sono ninja, nanomacchine, cyborg, robot giganti, combattimenti su treni ad alta velocità, yakuza, un pizzico di body-horror e tutto quello che vorreste da un fumettone ad ambientazione asiatica.

Con me ha funzionato.




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Scritto con amore e in velocità da Tommaso Urban :)